Città Sommerse del Mediterraneo


Ripercorriamo le antiche rotte del Mediterraneo a bordo di un'imbarcazione equipaggiata di tutto punto per la ricerca subacquea: ancora oggi, molti misteri circondano la scomparsa in fondo al mare di intere città...


Libano

Gli scavi effettuati nella città di Tiro hanno portato alla luce i resti di un'importante città romana. La sua planimetria era imperniata intorno ad una grande via centrale, lastricata di marmo e circondata da maestose colonne. Lunghe otto metri, superavano il metro di diametro. La grande via, lunga 175 metri, conduceva al mare.   Nelle acque del porto possiamo scorgere le prime colonne sommerse. Fra le rovine possiamo distinguere arene, ginnasi, terme. Anche la roccia che sporge dalla spiaggetta di ghiaia non è un blocco di pietra, ma una colonna consumata dalle onde. Nella costa antistante l'ippodromo – che poteva accogliere fino a 30.000 spettatori - e la necropoli si rivelano ai nostri occhi le tracce di uno sfolgorante passato che risale all'epoca romana.


Baia

Baia era l’Acapulco dell’Impero romano. La sua storia è meno conosciuta di quella di Pompei e di Ercolano, eppure questa grande metropoli sommersa è  proprio  l’Atlantide italiana.  Perlustriamo  i fondali del Golfo di Napoli: in alcuni punti, fra Capo Miseno e Pozzuoli, il livello del mare è salito di oltre 15 metri. A 7 metri di profondità, siamo fra le pareti di una casa! Nuotiamo fra le rovine di una città sommersa.  Edifici, fondazioni, strade,  manufatti:  tutto  è  stato trasportato sotto il mare.  Il movimento delle onde scopre parti di mosaico. Ecco le parti di un pavimento: fu calpestato da uomini e donne di duemila anni fa...Ci appaiono grandi parti di una strada lastricata di marmo, lunga decine di metri: è la Via Herculanéa.  Prima che Baia fosse scoperta, il suo ricordo sfumava tra storia e leggenda. A 20 metri di profondità, ci imbattiamo in un’esalazione di natura vulcanica: una  testimonianza eloquente dell’inquietudine di una terra ancora molto giovane.  Questa zona sommersa si appoggia sulla stessa dorsale di natura vulcanica che si ricongiunge ai vulcani flegréi. Le emissioni di gas e liquidi che costellano il fondale sono un’altra conferma del fatto che lo sprofondamento di Baia è in collegamento con l’attività del vulcano stesso di Napoli, il Vesuvio. Ecco le nicchie del ninfeo di Baia: la sua scoperta costituisce una delle pagine più emozionanti dell’archeologia subacquea. Con l'aiuto delle mareggiate invernali, è stata  fatta  la  prima  scoperta:    sono emersi   dal fondale sabbioso i contorni rettangolari di un edificio in marmo ed un ninfeo a forma di semicerchio, dal quale affioravano dei pezzi marmorei. Dopo che un archeologo ha intuito che in essi potevano riconoscersi due personaggi dell'Odissea (Ulisse ed un suo compagno che tentano il fatale inebriamento di Polifemo), gli scavi hanno ricevuto un nuovo impulso, e sono state recuperate le statue di Polifemo e di altri componenti   del   gruppo   marmoreo. Ecco il punto dove sono state ritrovate decine di lucerne! Siamo immersi con i testimoni dei ritrovamenti e gli archeologi che studiano la topografia della città, citata anche in un brano degli Atti di S.Pietro e Paolo: Paolo, "venuto da Pozzuoli in un luogo chiamato Baia", invoca la collera del signore per l'ingiusta uccisione, in sua vece, del capitano della sua nave, e, poi, quella città "viene a sommergersi fino alla profondità di un braccio".  In questo ampio tratto di mare, il bradisismo ha provocato la sommersione di migliaia di metri quadrati di aree intensamente edificate in epoca romana.   Ritroviamo altri splendidi mosaici sommersi, parti di colonne, i resti di edifici romani che si inoltrano verso il largo per centinaia di metri, fino alla probabile linea antica della costa. I segni lasciati dalla corrosione sulle colonne dell'antico mercato di Pozzuoli indicano anzi che il mare raggiunse un livello superiore a quello attuale.


Tunisia

In una piccola isola delle coste africane del Mediterraneo, sembra che la natura voglia aiutare gli archeologi nel riportare alla luce una antica città: due volte all'anno, durante gli equinozi di autunno e di primavera, mentre il mare si ritira per effetto della marea, risorgono strutture e cose dimenticate per millenni. Ecco una cripta, affreschi e  mosaici romani, un elaborato complesso di cisterne, anfore e numerose ceramiche provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo.  Nell'isola viene effettuata ancora oggi una pesca di tradizione millenaria, la cattura dei polpi calando in mare file di centinaia di anfore: vicino ai resti di una strada sommersa, lastricata di marmo, un archeologo ha individuato le uniche strutture al mondo in perfetto stato di conservazione per la fabbricazione del garum, alimento a base di pesce che costituiva una delle basi degli antichi traffici marittimi. Le maree di questa zona del Mediterraneo furono studiate da Erodoto, il quale sosteneva che in caso di bassa marea le isole potevano essere raggiunte a piedi dal continente africano; gli storici moderni non erano d'accordo, ma le ultime ricerche condotte da un'equipe interdisciplinare di archeologhi e geomorfologi hanno dimostrato che il padre della storia aveva ragione. Ci sono due ragioni per questo innalzamento del livello del mare: una di ordine generale, che attiene allo scioglimento della calotta polare, e una, in particolare, ed una particolare per questo luogo, che attiene alla conformazione del fondale in seguito all'abbassamento della piattaforma continentale. La combinazione di questi due fenomeni rende l'innalzamento del livello del mare, qui,  molto più rapido che in qualunque altro luogo del Mediterraneo.

Nell'isola, i pescatori impiantano nel fondale marino lunghe barriere formate da decine di migliaia di rami di palma. Confezionate pazientemente a mano, le barriere servono a dirigere i pesci verso il luogo dove saranno intrappolati. Un immenso bassofondo sabbioso rende possibile questa forma di pesca, scandita da secoli, così come tutta la vita dell'isola, dal ritmo del sole e delle maree.


Albania, Montenegro, Grecia, Turchia

Anche nelle acque dell'Albania, della Grecia e della Turchia, giacciono antiche città inghiottite dal mare. Le ricerche interdisciplinari di archeologi e geologi fanno luce sulle ragioni della loro scomparsa: i bradisismi, l’innalzamento del livello del mare causato dallo scioglimento delle calotte polari, lo spostamento delle piattaforme continentali, i fenomeni vulcanici, l’erosione dovuta all'opera millenaria delle onde marine.  Nel corso di un’avventurosa spedizione nei Balcani, esploriamo i resti di una città romana che giace nei fondali della baia di Valona, e poi, scendendo fino alle Bocche di Cattaro, nel Montenegro di oggi, raccogliamo le testimonianze di un insediamento ancora più antico, immerso alla profondità di 15 metri. Il mar Egeo ha sempre incoraggiato il navigante all’avventura, racchiuso com’è fra tre continenti e cosparso di innumerevoli isole. Nelle acque circostanti una piccola isola disabitata delle Sporadi, giace un villaggio dell’età del bronzo - case di pietra, anfore, vasellame – che attende ancora di essere esplorato dagli archeologi subacquei. Le immersioni in questi fondali sono sottoposte a severe restrizioni, perché queste zone sommerse non sono ancora state esaminate dagli archeologi.


Egitto

Alessandria è piena di mistero e di magia: il suo destino si è consumato ai confini del mare. Nell'antichità, è stata il faro luminoso del Mediterraneo: all'entrata del porto si ergeva una delle sette meraviglie del mondo antico. Per più di duemila anni, la posizione dell’antica città è rimasta avvolta nel mistero e nella leggenda. Nel corso dei secoli, sono state formulate le ipotesi più diverse sulla ubicazione degli antichi monumenti, dei palazzi e dei templi. Gli esploratori del XX secolo hanno fatto luce su alcune delle più interessanti scoperte archeologiche: il centro sommerso della città ed il palazzo di Cleopatra, l'ultimo dei faraoni. Ci uniamo ad un gruppo di archeologi mentre usano le più moderne attrezzature di ricerca sottomarina, i loro apparati satellitari, e nello stesso tempo un antichissimo libro, per ritrarre lo scenario affascinante della grande città in cui Alessandro Magno fu sepolto, dove Giulio Cesare amò Cleopatra, e dove Marcantonio e la regina andarono incontro al loro destino.


Libia

La Libia, con i suoi 2000 chilometri di costa che si affacciano sul canale di Sicilia, fu testimone di intensi traffici marittimi nell’antichità: la costa è punteggiata di monumentali città romane, come Leptis, Susa, Sabratha. I porti, i monumenti, le strutture, sono imponenti, incorniciate dalla sabbia del deserto. Ma l'esplorazione subacquea ci restituisce una visione suggestiva ed emozionante di queste città perdute nel tempo.


Turchia

Navighiamo lungo il fianco meridionale della costa della Turchia, accanto a una città interamente sommersa. In questi luoghi, i movimenti della terra hanno causato un abbassamento della linea della costa:Lo scheletro di una antica casa di marmo e di pietra, sporge appena dal livello del mare. Una macina è ancora al suo posto nel cortile.

Le fondamenta di una casa scendono fino al mare. Nuotiamo sopra un pavimento di marmo, che fu calpestato da uomini e donne di 3000 anni fa. Improvvisamente, si apre uno squarcio su scene di vita che appartengono a un tempo lontano. Subito ci appaiono le anfore, simbolo degli antichi commerci, ricordate anche nelle raffigurazioni e nei bassorilievi marmorei. Il fondo è ricoperto di vasi, piatti, lucerne, coppe, e frammenti di terracotta. Le loro diverse forme e provenienze testimoniano il passaggio in questo luogo di alcune fra le più antiche civiltà del Mediterraneo. Oggetti preziosi accanto ad altri di uso comune, cose della vita di tutti i giorni, ci mettono in contatto con le origini perdute.

Nel silenzio di questi fondali, a poche decine di metri di profondità, rivediamo le luci di una città scomparsa in fondo al mare. Il subacqueo è privilegiato: entra in contatto con un mondo diverso, dove ogni scoperta provoca sempre una profonda emozione. Le tombe di pietra che ricordano la forma di una casa ci trasmettono un arcano messaggio dal passato, ultima immagine di un popolo che ha origini antichissime. Molti luoghi possono essere visitati solo dal mare. In acque non lontane, giacciono i resti dei più antichi naufragi conosciuti: la loro scoperta ha segnato la nascita stessa dell’archeologia subacquea.


Corsica

Per raccogliere le testimonianze diverse degli antichi livelli del Mediterraneo i nostri riferimenti sono una gola della Corsica, una piccola isola delle Eolie, e un promontorio a sud della Turchia. Nel cuore della Corsica, navighiamo fra gole e montagne inaccessibili da terra e dal mare, lungo una costa che  offre uno spettacolo primordiale di geologia ed erosione marina. In una profonda insenatura, la crescita di particolari alghe ha creato, sul pelo dell’acqua, una lunga cornice di incrostazioni calcaree, che è stata definita “il marciapiede”. Come nelle barriere coralline, solo la parte esterna è viva, e ha uno sviluppo molto lento: ma questa pellicola vivente è formata da alghe, non da animali. Le concrezioni che orlano questa canyon sommerso  indicano il livello medio del mare:  lo studio degli strati fossili che ne segnano le pareti in profondità ci fornisce informazioni precise sull’antico livello del mare.


Italia, Eolie

Al termine del nostro viaggio, ritorniamo nell’arcipelago delle isole Eolie, per esplorare i resti di una antica villa romana, appoggiata su colonne di lava che scendono a strapiombo sul mare.  Ma anche 2000 anni fa la scogliera aveva questo aspetto? A sette metri di profondità ci appaiono le strutture del piccolo porto che permetteva l’approdo alla villa. Queste mura sommerse testimoniano che lungo i fianchi dell’isola, i movimenti della terra hanno causato un abbassamento della linea della costa. Il fenomeno del bradisismo era già noto a Seneca: “sarà utile mettersi bene in mente che con questi fatti gli dei non hanno nulla a che vedere e che gli sconvolgimenti della terra non sono effetto dell’ira dei numi”. Senza dubbio il cambiamento del livello del mare, nelle Eolie, dipende dall’inquietudine dei vulcani che hanno dato origine alle isole, e che ancora oggi non sono del tutto addormentati...

Andrea Cochetti   -    Subaco productions 
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planet wonders in high definition

these high end documentaries planned for the next season will be realized in digital 16:9 and HD shooting

 

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